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C2. Come scegliere l’ente autorizzato?

Entro un anno dalla notifica del decreto d’idoneità i coniugi devono conferire ad un ente autorizzato, iscritto nell’apposito albo tenuto dalla CAI, l’incarico ad assisterli nel la realizzazione di un’adozione internazionale. Si tratta di un contratto regolato dalle norme del codice civile relative al contratto di mandato (cfr. artt. 1703 e seguenti del codice civile).
Nello scegliere l’ente cui affidarsi, i coniugi devono innanzi tutto tener presente che ogni ente può accettare l’incarico solo da parte delle coppie che risiedono nella regione o nella macroarea in cui l’ente medesimo è stato autorizzato ad operare.
Questa regola intende assicurare la necessaria vicinanza tra le coppie e l’ente autorizzato, il quale deve disporre, nell’area geografica in cui opera, delle strutture organizzative e operative che “garantiscano l’esecuzione degli adempimenti e delle prestazioni necessari per l’informazione, la preparazione e l’assistenza alle coppie nella procedura di adozione e l’assistenza nel post-adozione.” (cfr. artt. 8 e 9 della delibera della CAI n. 13 del 28/10/2008).
Ogni ente è pertanto autorizzato ad operare in una o più regioni, ovvero in una o più macroaree.
Le macroare sono cinque e comprendono le seguenti regioni:
Macroarea A: Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Sardegna, Lombardia;
Macroarea B:  Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia;
Macroarea C:  Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Sardegna;
Macroarea D:  Lazio, Sardegna, Abruzzo, Molise, Campania;
Macroarea E:  Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia.
In casi particolari, la Commissione può autorizzare la coppia ad incaricare un ente che non opera nella regione ove la coppia risiede. In tali casi, l’ente indicato deve predisporre uno specifico progetto che garantisca, eventualmente con la collaborazione dei servizi territoriali, l’assistenza e l’accompagnamento della coppia durante tutte le fasi del percorso adottivo e nel post adozione.
L’Albo degli enti autorizzati consente di verificare l’area di attività di ogni ente in Italia e all’estero.

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