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Il diritto all'istruzione

Nella scuola  e nei servizi educativi il bambino “straniero” adottato può sperimentare e vivere le proprie differenze: giuridicamente italiano, linguisticamente in fase di transizione (da una lingua all’altra); talvolta somaticamente differente. Nella scuola, il bambino adottato può sperimentare talvolta le difficoltà e le sfide.

Una ricerca condotta  a livello nazionale  su un campione vasto di insegnanti e genitori adottivi ha rilevato alcune criticità nell’inserimento scolastico dei bambini adottati. In quale modo la scuola può gestire allora la situazione in cui si trova il bambino adottato da altri paesi?  In un’ottica di educazione interculturale, la comunità scolastica accoglie la pluralità  linguistica, culturale, di provenienza e di storia come risorsa positiva per i processi di crescita delle persone e della società. La scuola deve, in altre parole, coniugare l’unità con la diversità: promuovere i processi di apprendimento su contenuti e curricoli comuni , tenendo conto  delle differenze di ciascun bambino, dei suoi ritmi, dei saperi che porta con sé, della sua storia.

Schede:  Educazione interculturale 

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