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Il rapporto di fiducia famiglia-servizi

Questa differenziazione solleva molti dubbi in quanto enfatizza una funzione di controllo degli operatori che rischia di viziare la relazione tra questi e la famiglia. Si comprende facilmente che un rapporto tra operatori e genitori basato sul timore del giudizio difficilmente potrà costituire un sostegno efficace. Ne consegue che il rapporto operatori – nucleo adottivo non può che essere definito nei termini del sostegno e dell’accompagnamento. Naturalmente l’instaurarsi di un rapporto di fiducia e collaborazione in questa fase dipenderà da come la relazione si è strutturata negli step precedenti del percorso: se il clima creato è stato positivo i neo genitori saranno ben contenti di essere seguiti nella fase post adottiva In questo senso pare utile che gli operatori che hanno seguito la coppia nelle fasi precedenti l’arrivo del bambino possano continuare a farlo una volta che l’adozione è stata realizzata, in una logica di continuità relazionale(1) particolarmente preziosa ai fini della costruzione di un rapporto di fiducia (1).



Allegati:
  • 1 Malaguti M., “Post adozione e prassi operative nella regione Emilia Romagna.” in Il post adozione tra progettazione ed azione, studi e ricerche Collana della Commissione per le Adozioni Internazionali- Istituto degli Innocenti, 2008, p. 45-65.
    Malaguti M.
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