Commissione per le Adozioni Internazionali
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Newsletter N°8

Roma, 27/03/2009

I NUMERI DELLE ADOZIONI INTERNAZIONALI
In febbraio 271 nuovi ingressi, il 22% in più rispetto a un anno fa

I minori che hanno fatto ingresso in Italia a scopo adottivo in febbraio sono stati in totale 271, facendo registrare un aumento pari al 7% rispetto al numero di ingressi del mese precedente e un +22% rispetto al febbraio 2008. Il Paese di provenienza del maggior numero di bambini in febbraio è stato l’Ucraina con 62 (22,9% del totale). L’alto numero di ingressi risulta però suddiviso tra molti Paesi: oltre all’Ucraina, quelli con le incidenze più elevate sono stati la Colombia (10%), il Brasile (9,2%), il Vietnam (8,9%), l’Etiopia (8,1%), la Polonia (7,7%) e la Federazione Russa (7,4%). Dei 271 minori entrati il 57,9% sono maschi (157 in valore assoluto) e il 42,1% femmine (114). Per quanto riguarda l’età, il 38,4% ha tra 5 e 9 anni, il 32,8% tra 1 e 4 anni, il 17,3% ha più di 10 anni e l’11,4% ha meno di un anno. L’età media dei minori rimane dunque stabile a 5,9 anni, lo stesso dato registrato per gli ingressi del primo mese dell’anno. Le coppie che hanno adottato in febbraio sono state 212. La maggior parte provengono dalla Lombardia (19,3%), dalla Toscana e dalla Puglia (entrambe 9,4%). Le maggiori incidenze sulla popolazione di riferimento sono però quelle dell’Abruzzo, con 4,7 coppie adottive ogni 100.000 coppie coniugate di età compresa tra 30 e 59 anni, l’Umbria con 3,6, la Toscana con 3,5 e la Liguria con 3,4.

Rapporti statistici: http://www.commissioneadozioni.it/Contents/?idpagina=32


MISSIONE DELLA COMMISSIONE IN CAMBOGIA
La delegazione italiana ha confermato la volontà dell’Italia di sostenere l’adeguamento del Paese ai principi della Convenzione dell’Aja. Proposto un progetto per la formazione di operatori sociali, che coinvolgerà gli enti autorizzati italiani

Tra il 18 e il 21 marzo una delegazione della Commissione per le adozioni internazionali, assistita dal rappresentate dell’Ambasciata d’Italia a Bangkok, ha incontrato a Phnom Penh il Ministro degli Affari sociali, Ith Samheng, il Segretario di Stato con delega in materia di adozioni, Nim Toth, e altri rappresentanti del ministero e dell’Autorità centrale cambogiana, alla presenza dei presidenti degli enti italiani autorizzati a operare in Cambogia e dei loro rappresentanti nel Paese. Nel corso della missione la delegazione italiana ha incontrato anche i rappresentanti diplomatici dei più importanti Paesi di accoglienza, confermando la volontà del nostro governo di collaborare con le iniziative che saranno proposte dagli altri Stati e dalle organizzazioni internazionali per sostenere la Cambogia nell’adeguamento delle proprie leggi e strutture alla Convenzione dell’Aja, ratificata nel 2007 ma ancora in attesa di una legge idonea a realizzare nel Paese un sistema pienamente rispettoso dei suoi principi. Nei colloqui con le autorità cambogiane, la nostra delegazione ha manifestato la volontà di mantenere aperta la collaborazione con la Cambogia anche nel campo dell’adozione internazionale, proponendo la realizzazione di un articolato progetto di cooperazione volto al reclutamento e alla formazione professionale di operatori sociali locali da impiegare negli istituti e sul territorio per sostenere le famiglie in difficoltà, vigilare sulle condizioni dei minori negli istituti, e svolgere le indagini funzionali all’adozione internazionale. Il piano formativo, finanziato dalla Commissione, coinvolgerà gli enti autorizzati italiani, che potranno così affiancare da subito gli operatori cambogiani nelle verifiche necessarie per il completamento delle 159 procedure attualmente pendenti. Le autorità cambogiane sono state inoltre informate della decisione, condivisa con gli enti autorizzati, di non procedere al deposito di nuovi fascicoli finché il progetto di formazione non sarà avviato.


ADOZIONI, CONFERMATA LA COLLABORAZIONE TRA ITALIA E CILE
La Commissione ha incontrato a Roma la responsabile dell’Autorità Centrale del Cile, dove l’Italia è da anni il principale Paese di accoglienza. Assicurata un’apertura rispetto alla valutazione dell’istanza dell’unico ente italiano autorizzato ma non ancora accreditato

Il 16 marzo la Commissione per le adozioni internazionali ha incontrato a Roma Raquel Morales Ibañez, capo del Dipartimento delle adozioni del Servicio Nacional de Menores del Cile, Autorità Centrale ai sensi della Convenzione dell’Aja del 1993. Nel corso dell’incontro, al quale hanno partecipato anche i rappresentanti degli enti italiani autorizzati a operare in Cile, le due autorità hanno confermato la proficua collaborazione tra Italia e Cile nel settore delle adozioni internazionali e, più in generale, nella cooperazione per la protezione dei diritti dell’infanzia. La signora Morales ha espresso alla Commissione l’intenzione dell’Autorità Centrale cilena di non procedere all’accreditamento di nuovi enti italiani, stante il loro attuale già consistente numero, in rapporto a quello degli altri Paesi di accoglienza. Su sollecitazione della Commissione, ha però assicurato un’apertura rispetto alla valutazione dell’istanza dell’unico ente italiano autorizzato ma non ancora accreditato. Tra i Paesi di accoglienza, l’Italia è da anni quello che realizza il maggior numero di adozioni internazionali di minori cileni, in un quadro caratterizzato dalla progressiva diminuzione dei numeri complessivi a fronte dell’incremento delle adozioni nazionali.


BULGARIA, LA NUOVA ERA DELLE ADOZIONI IN UN CONVEGNO A SOFIA
Dopo l’incontro a Palazzo Chigi con Giovanardi, la viceministro Raychinova conferma l’accelerazione dei tempi per le procedure. E indica come modello il sistema italiano

Il 19 marzo Sofia ha ospitato il convegno internazionale “Prospettive per l’adozione internazionale in Bulgaria”, promosso dal ministero della Giustizia bulgaro, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle Autorità centrali europee e degli enti autorizzati che operano nel Paese. Molti degli interventi hanno fatto riferimento all’inizio di “una nuova era nelle adozioni internazionali”, che dopo una fase di stallo lascia intravedere la possibilità di un’accelerazione dei tempi per le procedure adottive. Nel secondo semestre del 2008, infatti, l’Autorità centrale bulgara ha esaminato più di 300 pratiche adottive di coppie straniere, una cifra mai raggiunta nei tre anni precedenti. Nel corso del convegno è stata posta l’attenzione anche sulla condizione dei bambini adottabili con “bisogni speciali”, vittime di un doppio abbandono: quello della famiglia di origine e quello dei genitori adottivi che si rifiutano di accoglierli, privilegiando l’adozione di bimbi piccoli e in perfetto stato di salute. A fronte di 797 bambini con “bisogni speciali” che sono stati dichiarati adottabili, infatti, sarebbero state avviate solo una decina di procedure di adozione. Il sistema adottivo italiano è stato definito dalle autorità bulgare come uno dei più efficienti: In particolare il viceministro della Giustizia, Ilonka Raychinova, ha indicato i Tribunali per i minorenni come un modello da prendere ad esempio anche negli altri Paesi, dove non esiste una competenza così specifica a livello giudiziario. Il 26 febbraio scorso la stessa Raychinova aveva incontrato a Palazzo Chigi il presidente della Commissione, Carlo Giovanardi, ribadendo la volontà dell’Autorità centrale bulgara di sostenere le adozioni internazionali proseguendo l’intenso lavoro di esame dei fascicoli pendenti avviato nel 2008. L’anno scorso sono entrati in Italia 77 minori bulgari, confermando l’Italia come primo Paese d’accoglienza anche in Bulgaria. Attualmente nel Paese restano pendenti più di 300 procedure avviate da coniugi italiani, molte delle quali risalgono a quattro anni fa. In considerazione di questo ancora consistente arretrato, nei mesi scorsi la Commissione per le adozioni internazionali e gli enti autorizzati avevano convenuto di mantenere un atteggiamento molto prudente nel deposito di nuovi fascicoli. Se si manterrà l’attuale andamento dell’attività del Consiglio per le adozioni internazionali bulgaro, nei prossimi mesi sarà possibile prendere in considerazione una più consistente ripresa dei depositi di nuovi fascicoli, tenendo conto che il numero di bambini adottabili con meno di tre anni si è fortemente ridotto.


ITALIA-FILIPPINE, INCONTRO TRA AUTORITA’ CENTRALI
L’appuntamento è servito a esaminare le procedure adottive in corso e a fornire chiarimenti reciproci in merito agli adempimenti relativi al periodo post-adottivo

Il 24 marzo la Commissione per le adozioni internazionali ha incontrato a Roma Aida L. Muncada, membro dell’Intercountry Adoption Board, l’Autorità Centrale per le Filippine. Durante l’incontro, svoltosi in un clima di viva cordialità, a conferma della positiva collaborazione tra i due Paesi, sono state esaminate le procedure adottive in corso e sono stati forniti chiarimenti reciproci in merito agli adempimenti relativi al periodo post-adottivo.


GUATEMALA, IL FUTURO DELLE ADOZIONI NEL SEGNO DELLA CONVENZIONE DELL’AJA
I rappresentanti del Consejo Nacional de Adopciones, ricevuti a Palazzo Chigi dal presidente Carlo Giovanardi, hanno illustrato gli effetti della svolta normativa del Paese, reduce da un recente passato di adozioni internazionali indiscriminate

Dal 24 al 27 marzo si è svolta la missione in Italia della delegazione del Consejo Nacional de Adopciones, Autorità Centrale del Guatemala, invitata nel nostro Paese dalla Commissione per le adozioni internazionali. La delegazione, guidata dalla presidente del Consejo, Elizabeth Hernàndez De Larios, e composta da altri tre membri del Consejo e da un giudice del Tribunale della Famiglia, è stata ricevuta a Palazzo Chigi da Carlo Giovanardi, presidente della Commissione per le adozioni internazionali, che ha espresso l’auspicio di una costruttiva cooperazione tra i due Paesi nella tutela dei diritti dell’infanzia. Come sempre, all’incontro sono stati presenti anche i rappresentanti dei due enti italiani autorizzati a operare in Guatemala. Nel corso dei lavori, concentrati nelle giornate del 25 e del 26 marzo, le due Autorità Centrali si sono ampiamente confrontate sui rispettivi sistemi normativi. L’Autorità guatemalteca, in particolare, ha illustrato l’attuale situazione del Paese, che nel 2007 ha ratificato la Convenzione dell’Aja e che dal gennaio 2008 dispone di una legge pienamente rispettosa dei principi della Convenzione. Un passo in avanti fondamentale per un Paese reduce da un recentissimo passato di adozioni indiscriminate, che ha permesso l’uscita dal Guatemala di migliaia di bambini ogni anno, attraverso procedure notarili prive di reali garanzie sulla loro liceità. Va sottolineato che le poche decine di adozioni realizzate dall’Italia sono invece state garantite da adeguate procedure giudiziarie, nelle quali lo stato di abbandono dei minori è sempre stato correttamente valutato e accertato. Allo stato attuale il Consejo Nacional de Adopciones intende utilizzare estrema cautela nell’avviare il nuovo sistema operativo, a partire dall’adozione di un regolamento applicativo della nuova legge, ancora da completare. Il Consejo intende quindi limitare il novero dei Paesi con i quali intraprendere la collaborazione nel campo delle adozioni internazionali e ha già espresso un gradimento preliminare rispetto alla collaborazione italiana, anche alla luce della positiva esperienza rappresentata dalle ineccepibili adozioni realizzate dalle coppie italiane. La Commissione ha manifestato il compiacimento del nostro Paese per la svolta normativa e ha offerto il proprio sostegno nell’avvio di questa nuova esperienza, auspicando di poter riprendere quanto prima la realizzazione di adozioni internazionali. Nel corso della missione, la delegazione del Consejo ha incontrato un’equipe territoriale, che ha illustrato le modalità di lavoro nella informazione, formazione e valutazione delle coppie aspiranti all’adozione internazionale.

Archivio notizie: http://www.commissioneadozioni.it/contents/ArchivioNotizie.aspx



SEGNA LA DATA


• 8 aprile 2009 – Michigan State (Stati Uniti)
The Hague Convention 1 year later: Successes and Drawbacks
Per informazioni: www2.gotomeeting.com/register/459296403.

• 11-15 maggio 2009 – Parigi (Francia)
Adoption d’enfants venant de l’étranger
Per informazioni: www.lecopes.org, e-mail copes-formation@wanadoo.fr, tel. 0033-0153689340.

• 18-20 maggio 2009 – Parigi (Francia)
L’accueil de l’enfant en adoption. Soutien à la parentalité
Per informazioni: www.lecopes.org, e-mail copes-formation@wanadoo.fr, tel. 0033-0153689340.

• 22-23 maggio 2009 – Praga (Repubblica Ceca)
Children Need A Family - Innovative approaches to working with at-risk families
Per informazioni: right2afamily@yahoo.co.uk (Chris Gardiner).



LE FAQ DI LINEA CAI - COMUNICARE ASCOLTARE INFORMARE
Selezione delle domande rivolte con più frequenza al punto di contatto telefonico istituito dalla Commissione per le adozioni internazionali, che risponde dal lunedì al venerdì (ore 10-13) al numero verde 800.002.393.

Il papà lavoratore dipendente può usufruire del congedo di paternità?
Sì. Il congedo di maternità per adozione, che non sia stato chiesto dalla lavoratrice, ai sensi dell’articolo 31 del DLgs 151/2001 spetta alle medesime condizioni al lavoratore. E’ necessario, però, che la madre adottiva sia lavoratrice dipendente e rinunci al congedo. Il padre lavoratore può usufruire del congedo di paternità anche in caso di morte o di grave infermità della madre ovvero di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre.

Al momento del rientro in Italia con il bambino è possibile godere di un periodo di astensione dal lavoro, e se sì, l’età del minore influisce in qualche modo?
Sì. La madre lavoratrice e il padre lavoratore hanno la possibilità di usufruire di un congedo parentale qualunque sia l’età del minore, entro otto anni dall’ingresso in famiglia e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età. L’indennità, pari al 30% della retribuzione, è dovuta, per il periodo massimo complessivo di sei mesi (tra madre e padre), nei primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia.

Se l’adozione è di due o più minori la madre lavoratrice e il padre lavoratore hanno diritto a un’estensione del congedo parentale?
Sì, il congedo parentale è legato alla persona fisica del figlio. Per ciascun figlio è quindi possibile usufruire, qualunque sia l’età del minore, fino a 11 mesi (cumulativi tra la mamma e il papà) di congedo parentale entro otto anni dall’ingresso in famiglia e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età.

Tutte le domande più frequenti: http://www.commissioneadozioni.it/Contents/faq.aspx
Linea CAI - COMUNICARE ASCOLTARE INFORMARE: http://www.commissioneadozioni.it/Contents/default.aspx?idPagina=59

Commissione Adozioni Internazionali - Largo Chigi, 19 - 00187 ROMA
Tel: +39 06 67791 (centralino) - Fax: +39 06 67792165  - e-mail: cai.segreteria-enti@palazzochigi.it

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