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Notizie dal territorio

Attività di formazione

Provincia di Caltanissetta
Verso l’adozione: corso di formazione-informazione

per le coppie aspiranti all’adozione
Nell’anno 2008 nella Provincia di Caltanissetta ha avuto inizio un corso teorico-pratico di formazione per le coppie aspiranti all’adozione che ha visto la conclusione alla fine dell’anno 2009. Nella realizzazione del corso sono stati coinvolti gli assistenti sociali del Comune, alcuni operatori degli enti autorizzati presenti sul territorio, un magistrato minorile e alcune coppie che hanno concluso il percorso adottivo.
Gli obiettivi del corso comprendevano sia aspetti legati all’informazione sulla legislazione in materia di adozione internazionale, sul ruolo del tribunale per i minorenni e su quello degli enti autorizzati, sia aspetti formativi che hanno aiutato i partecipanti a prendere consapevolezza delle peculiarità e delle criticità della genitorialità adottiva, degli aspetti legati alle fasi evolutive del bambino, delle eventuali problematiche legate all’inserimento scolastico, delle differenze culturali, delle differenze tra il bambino immaginato e quello reale, ecc. L’intero percorso ha fatto sì che agli inizi del 2010 sia stato stilato un documento che stabilisce la procedura di accoglienza dei bambini stranieri adottati all’interno del sistema scolastico.


Comune di Catania
Adozioni: un incontro tra sentimenti e leggi

L’Ufficio adozioni del Comune di Catania ha avviato, tra la fine del 2008 e gli inizi del 2009 un corso di formazione dal titolo Adozioni: un incontro tra sentimenti e leggi che ha previsto, in accordo con il Tribunale per i minorenni di Catania, un percorso specifico presso il nostro Servizio prima della presentazione della dichiarazione di disponibilità all’adozione presso il Tribunale per i minorenni, offrendo alla coppia la facoltà di accedere preventivamente ai corsi. Anticipando, infatti, il percorso informativo/formativo si ottiene una prima autoselezione da parte di coppie meglio orientate all’adozione nazionale o internazionale; inoltre, si ottiene una presumibile riduzione dei tempi e una probabile prevenzione dei fallimenti.
I risultati positivi hanno portato nel 2010 alla trasformazione del progetto in servizio che il Comune di Catania fornisce alle coppie aspiranti all’adozione sia del Comune di Catania che dai Comuni di tutta la Provincia, andando a coprire anche quelle aree dove il numero di dichiarazioni di disponibilità è molto basso.
L’attività di informazione/preparazione avviene quindi attraverso corsi di preparazione per gruppi di coppie interessate, che non hanno ancora formalizzato la loro dichiarazione di disponibilità ad adottare, anche provenienti da Comuni della Provincia di Catania. Continuano, nel contempo, i corsi, che l’Ufficio adozioni svolge dal 2003, per gruppi di coppie aspiranti, che hanno formalizzato la dichiarazione di disponibilità.
Durante i corsi vengono trattate le aree psicosociale, socioculturale e giuridico-istituzionale per orientare le coppie sui temi centrali dell’adozione e del percorso, per dare agli interessati o potenziali genitori univoche e corrette informazioni, per aiutare la coppia a maturare la comprensione reale del concetto e della condizione di abbandono di un bambino proveniente anche da un Paese con un modello socioculturale diverso, per offrire opportunità di scambio e confronto con gli enti autorizzati e per offrire opportunità di scambio e confronto con coppie che hanno già maturato l’esperienza adottiva.
Il Tribunale rende disponibile il materiale informativo predisposto dall’Ufficio adozioni, collaborando alla diffusione. A tal fine il Tribunale per i minorenni, comunica alla coppia la possibilità di avvalersi del corso di informazione/preparazione realizzato dall’Ufficio adozioni del Comune di Catania.


Regione Emilia Romagna
Corso di formazione regionale “Orizzonti di post adozione”
Il corso si articola in 6 incontri distribuiti tra marzo e settembre 2010 e con sede a Bologna come livello regionale e 3 incontri sulla tematica scuola/adozione svol?ti a livello decentrato in poli territoriali interprovinciali (a Rimini, Reg?gio Emilia, Ferrara e Piacenza).
Il corso è nato dalla esigenza di fornire strumenti specialistici e di approfondimento agli operatori delle équipe adozioni e agli altri operatori che fanno parte della rete integrata dei servizi rivolti alle adozioni (operatori degli enti autorizzati e del tribunale per i minorenni).
Alcuni seminari aperti cercheranno di coinvolgere anche altri professionisti della rete allargata dei servizi territoriali e specialistici sociali e sanitari che svolgono un ruolo nella promozione del benessere dei bambini adottati (in particolare l’obiettivo è di coinvolgere anche la neuropsichiatria, i pediatri di libera scelta, gli operatori educativi e scolastici ecc.).
Parteciperanno alla parte integrale del corso circa 100 operatori (assistenti sociali e psicologi) facenti parte delle équipe adozioni della Regione, una ventina di operatori degli enti autorizzati e 5 giudici onorari del Tribunale per i minorenni di Bologna e 1 della Corte di appello. Ai 3 seminari aperti hanno deciso di iscriversi anche alcuni tecnici in rappresentanza di associazioni di famiglie adottive presenti nel territorio regionale, responsabili di servizio area infanzia e adolescenza, e alcuni operatori educativi e scolastici tra educatori, pedagogisti e docenti.
Tre moduli specialistici e di approfondimento verranno condotti dalla professoressa e neuropsichiatra Graziella Paola Fava Vizziello. Due giornate saranno condotte dai docenti Jesus Palacius, dell’Università di Siviglia, già collaboratore di Brodzinsky, il quale illustrerà nuovi strumenti e metodi per la valutazione delle competenze genitoriali adottive elaborati in Spagna, e da Duccio Demetrio, che condurrà una giornata seminariale sul metodo autobiografico applicato al mondo delle adozioni. Le 2 giornate di lavoro affidate a Palacius e Brodzinsky verranno arricchite con lavori pomeridiani in cui gli operatori si riuniranno in sottogruppi di lavoro, supervisionati dai docenti.
Sono state attivate le procedure per l’accreditamento formativo ai fini ECM per il personale dipendente dalle aziende Ausl. La gestione amministrativa è stata affidata all’Ausl di Bologna.


Regione Valle d’Aosta
Formazione rivolta alla famiglie adottive in collaborazione con l’ARAI - anno 2010
Dal mese di giugno 2008 è operativa la convenzione stipulata tra la Regione Valle d’Aosta e l’Agenzia regionale per le adozioni internazionali – Regione Piemonte, denominata ARAI (DGR n. 1984 27.06.2008), autorizzata con deliberazione della Commissione per le adozioni internazionali (Autorità centrale per la convenzione de L’Aja del 29.05.1993 presso la Presidenza del consiglio dei ministri) n. 4/2008/AE/AUT del 28.10.2008.
Questa è la prima iniziativa formativa realizzata in Valle d’Aosta dall’inizio della convenzione, la formazione coinvolge le famiglie valdostane che hanno già realizzato l’adozione e intende lavorare su temi che interessano sia l’adozione nazionale sia l’adozione internazionale i cui contenuti saranno trattati ed affrontati dagli operatori dell’equipe adozioni della Regione Valle d’Aosta e dagli esperti dell’adozione.
Sono previsti 3 incontri della durata di 4 ore distribuiti nel corso dell’anno 2010 dai titoli: Vite da raccontarsi il valore della narrazione tra genitori e figli adottivi, Adozione e identità e La narrazione a scuola.
L’intento è quello di informare e sostenere le famiglie adottive su una tematica centrale nella crescita di un figlio perché egli possa dare forma alla propria storia e identità nonché accedere concretamente al “diritto” di appropriarsi della ricostruzione della propria esistenza.
L’iniziativa coinvolge 40 famiglie adottive ed è previsto un servizio di baby sitting per agevolare la partecipazione di chi abbia problemi organizzativi.
La prima giornata si è svolta già in aprile e ha visto la partecipazione di 35 coppie su 40 invitate. L’incontro ha riscosso un notevole interesse e apprezzamento, essendo questa una tematica molto presente e riconosciuta come un bisogno da parte delle coppie adottive.


Attività di promozione
 

Comune di Catanzaro
Sportello informativo accoglienza minori
Il primo gennaio 2010 il Comune di Catanzaro (www.comunecatanzaro.it) ha aperto uno sportello informativo di sostegno su adozione e affido nazionale e internazionale. Lo sportello ha 2 sedi operative (Catanzaro Nord e Catanzaro Sud) ed è affidato a 2 assistenti sociali e 2 psicologhe.
Le principali attività svolte dal servizio sono l’orientamento, l’ascolto e il sostegno alle famiglie affidatarie e adottive. Gli operatori cooperano con la Questura, il Consultorio familiare, il Comitato minori stranieri e le associazioni di volontariato per una migliore fruizione da parte dei cittadini dei servizi di rete disponibili nel Comune.
Nell’ambito dell’adozione internazionale si adopera per favorire incontri tra coppie che vivono l’esperienza adottiva e coppie in attesa di adozione, fornisce sostegno alle famiglie adottive nel percorso postadottivo e, qualora richiesto, produce le relazioni postadozione sui bambini stranieri adottati.
Regione Lazio
Sito web Comitato regionale per le adozioni: LazioAdozioni
Dopo una prima fase di sperimentazione, dal gennaio 2010, è ufficialmente online il sito web del Comitato regionale per le adozioni www.lazioadozioni.it
La Regione Lazio, in attuazione degli accordi internazionali e delle leggi nazionali, ha costituito sin dal 2002 il Comitato di coordinamento regionale dei servizi integrati per le adozioni nazionali ed internazionali, composto da membri appartenenti a enti autorizzati, associazioni familiari, esperti o comunque soggetti di diversa natura, operanti in contesti territoriali distribuiti, che tra gli altri compiti ha quello di predisporre opportuni strumenti informativi sull’adozione nazionale e internazionale da mettere a disposizione dei servizi sociosanitari e degli utenti.
In questo contesto la direzione dei servizi sociali ha inteso realizzare un sito web, a supporto dell’attività del Comitato regionale per le adozioni, che nel contempo rappresentasse uno strumento informativo per i cittadini sui temi dell’adozione nazionale e internazionale.
Il progetto che ne è nato, LazioAdozioni, ha avuto come obiettivo la creazione di uno strumento che fornisse un accesso chiaro e diretto alle informazioni legate ai processi dell’adozione, e nel contempo fosse anche di supporto all’attività stessa del Comitato regionale per le adozioni e degli altri soggetti che istituzionalmente con il Comitato sono in relazione, nel pieno rispetto della normativa attualmente vigente in materia di siti web delle P.A. e dei suggerimenti tecnici definiti dal World Wide Web Consortium.
LazioAdozioni rappresenta il primo sito web accessibile e usabile messo online dalla Regione Lazio.
Il sito web www.lazioadozioni.it, il cui contenuto informativo è stato realizzato grazie alla collaborazione dei membri del Comitato regionale per le adozioni, rappresenta uno sportello informativo completo per quanto riguarda la materia delle adozioni, in grado di fornire informazioni relative al percorso delle adozioni, agli attori che vi intervengono, e i riferimenti ai soggetti che istituzionalmente, a livello nazionale e regionale, cooperano per realizzare il processo adottivo.
In più, il sito ha permesso per la prima volta di realizzare un canale di comunicazione diretto tra tutti quei soggetti – privati cittadini, operatori e istituzioni – che, in relazione ai processi relativi alle adozioni nazionali e internazionali, hanno necessità di mettersi in contatto con il Comitato regionale per le adozioni.
Dalla sua messa online il sito ha ricevuto oltre 5.000 visite, da oltre 3.700 visitatori unici, per un tempo medio di permanenza di 4 minuti e mezzo, con visitatori provenienti da tutta Italia, a dimostrazione della necessità di informazioni chiare, precise e aggiornate sui temi dell’adozione. A livello di contenuti le informazioni più ricercate dai visitatori del sito sono quelle relative agli enti autorizzati che operano nel Laio, ai GIL adozioni del Lazio, oltre che quelle relative al percorso adottivo distinto nelle sue diverse fasi.
Il sito infine, inteso nel senso più ampio di strumento che mette in collegamento tutti i soggetti che collaborano nel processo adottivo, ha messo a disposizione dei GIL adozioni uno spazio, “Incontri di informazione e formazione per le coppie nel Lazio”, dove possono essere adeguatamente pubblicizzate e comunicate le attività indirizzate ai cittadini interessati al tema delle adozioni. 
 
Regione Piemonte
La tutela dei diritti dei bambini e il principio di sussidiarietà nell’adozione
Nell’ottica di informare, condividere e favorire lo scambio di esperienze e buone pratiche, l’ARAI-Regione Piemonte ha organizzato il convegno nazionale Semi di Cooperazione. La tutela dei diritti dei bambini e il principio di sussidiarietà nell’adozione che si è svolto a Torino il 21 e il 22 gennaio 2010 con l’obiettivo di rispondere ai quesiti legati alla peculiarità della legge italiana di ratifica della Convenzione de L’Aja che collega l’adozione internazionale alla cooperazione.
Durante il seminario, rivolto agli esperti del settore (istituzioni pubbliche, operatori degli enti autorizzati e delle ONG, associazioni di volontariato, organizzazioni internazionali), i presenti si sono interrogati sul ruolo degli enti autorizzati e sulle possibilità di conciliare il lavoro nel campo delle adozioni con l’impegno a promuovere politiche sociali finalizzate a contrastare il fenomeno dell’abbandono dei minori nei Paesi d’origine, valorizzando strumenti alternativi all’istituto, come l’affidamento familiare e l’adozione nazionale.
La prima giornata, a seguito dei saluti delle autorità della Regione Piemonte, ha visto la partecipazione di esperti nazionali e internazionali – quali Luigi Fadiga (già magistrato minorile), Giorgio Garelli (Regione Piemonte), Maddalena Poerio (Regione Campania), Hervé Boéchat (Servizio sociale internazionale di Ginevra), Trinidad Crespo Ruiz (Ufficio della Conferenza de L’Aja) e Vladimir Kabanov (Ministero dell’istruzione e della scienza della Federazione Russa) – nonché di Maria Teresa Vinci (Segreteria tecnica Commissione), i quali hanno posto l’accento sui riferimenti normativi in materia di cooperazione internazionale e principio di sussidiarietà dell’adozione, nonché sui rischi che un uso distorto della cooperazione possa comportare, così pure sulla necessità che i progetti di intervento siano sempre più diretti a rispondere ai bisogni reali del Paese e siano realizzati insieme agli organi istituzionali e agli operatori locali.
La discussione è proseguita con il contributo dei presidenti degli enti autorizzati CIFA e Ai.Bi. – Gianfranco Arnoletti e Marco Griffini – e del direttore dell’ARAI – Regione Piemonte, Anna Maria Colella, i quali hanno sottolineato l’importante ruolo che dovrebbero avere i Paesi d’origine nell’individuare i progetti a sostegno dell’infanzia, indirizzando di conseguenza l’attività di cooperazione degli enti autorizzati dei Paesi d’accoglienza. È stata ricordata inoltre la raccomandazione n. 10 della Commissione speciale del 2000 secondo cui gli Stati d’accoglienza devono essere incoraggiati ad apportare il loro sostegno agli sforzi posti in essere dai Paesi d’origine al fine di migliorare i servizi nazionali di protezione dell’infanzia, comprensivi dei programmi di prevenzione all’abbandono. Tale sostegno non deve essere dato in modo da compromettere l’integrità della procedura di adozione internazionale, né da creare un sistema dipendente dalle entrate derivanti dall’adozione internazionale.
Hanno concluso la giornata altri esperti in materia – Anna Abburrà (INT.ES.A di Bra), Giambattista Graziani (I fiori semplici onlus), Albarosa Talevi (Regione Marche), Anna Torre (Ariete onlus) e Giorgio Macario (Istituto degli Innocenti di Firenze) – i quali, ricordando la recente tragedia di Haiti, hanno sottolineato l’importanza di tener distinto il concetto di cooperazione allo sviluppo, che si fonda sul principio della solidarietà internazionale diretta al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione locale, dall’emergenza umanitaria rivolta a far fronte a una crisi umanitaria. In quest’ultima situazione, l’adozione internazionale non deve essere considerata tra le possibili soluzioni da adottare.
Al fine di rendere più concreti gli interventi esposti, nel corso della prima giornata sono state proiettate alcune sequenze del filmato realizzato dal regista Massimiliano Troiani per conto dell’ARAI, Burkina Faso. Un hotel a tante stelle, dedicato alle condizioni di vita dei bambini burkinabé.
La seconda giornata è stata organizzata in tavole rotonde suddivise per area geografica alle quali hanno partecipato esperti internazionali e rappresentanti degli enti autorizzati, portando la loro esperienza di cooperazione. Alle tavole rotonde, coordinate da Piercarlo Pazè (direttore della rivista Minori giustizia), hanno preso parte Anna Difonzo (ASVI), Paolo Palmerini (CIAI), Massimo Vaggi (NOVA), Peter Guran (Centro nazionale slovacco per i diritti umani), Paola Carcaterra (Comunità di Sant’Egidio), Agnès Kaboré (Ministero dell’azione sociale e della solidarietà nazionale del Burkina Faso), Stella Senes (Salvador di Bahia) e Pierre Legros (progetti infanzia per la Cambogia).
Gli esperti si sono confrontati sui progetti avviati e realizzati in questi anni, esponendo quelle che sono state le reali difficoltà incontrate sia nella promozione di un’etica di cooperazione in grado di garantire interventi concreti a sostegno delle famiglie di origine all’estero sia nel rispondere con professionalità ed efficienza alle numerose istanze di adozione di minori stranieri da parte di coppie italiane. Più nello specifico, ogni esperto ha illustrato uno o più progetti di cooperazione partendo dalla descrizione della situazione dell’infanzia nel Paese. L’obiettivo delle iniziative è stato quello di offrire forme alternative di accoglienza di tipo familiare, promuovere il coinvolgimento dei ragazzi e delle famiglie d’origine nei programmi a loro rivolti e promuovere la formazione ed educazione degli operatori sociali.
Per quanto riguarda l’ARAI, due sono le tipologie di intervento avviate nel corso degli anni: progetti di tipo formativo per favorire lo scambio e la trasmissione di conoscenze tra gli operatori che quotidianamente si occupano di infanzia abbandonata e progetti per promuovere l’accoglienza di minori in situazioni di rischio o miglioramento delle strutture d’accoglienza temporanea per minori.
A conclusione del seminario, la vicepresidente della Commissione, Daniela Bacchetta, ha ribadito la necessità di un maggiore coordinamento degli interventi di cooperazione che gli enti autorizzati svolgono all’estero sottolineando il fatto che gli enti che operano in un determinato Paese, anziché portare avanti progetti di cooperazione isolati, dovrebbero coordinarsi tra loro realizzando interventi più integrati.
Infine, in occasione del convegno è stata distribuita la pubblicazione La tutela dei diritti dei bambini e la sussidiarietà nell’adozione internazionale: l’esperienza di un servizio pubblico regionale oltre frontiera, appositamente redatta dall’Agenzia. Tale documento si presenta come testimonianza delle iniziative di cooperazione attuate dall’Agenzia, riportando inoltre alcune esperienze vissute dalle famiglie adottive. Con essa l’Agenzia ha voluto fornire uno spunto di riflessione volto a stimolare un dibattito finalizzato a identificare nuove politiche a favore dell’infanzia abbandonata nei Paesi stranieri.


Regione Siciliana
Portale Minori modello Sicilia
Il portale Minori modello Sicilia risponde alle indicazioni fornite in ambito di e-government; il target è rappresentato dagli utenti interessati dalle aree tematiche oggetto dell’intervento (l’adozione, l’affido e l’abuso). Il focus è costituito, oltre che da contenuti informativi e formativi – quali gli elenchi dei soggetti pubblici e degli enti autorizzati operanti sul territorio regionale nonché la definizione di un percorso di e-learning mirato ai soggetti interessati – dalla possibilità per gli utenti abilitati al servizio, di avere accesso a una area riservata contenente informazioni personalizzate, quali ad esempio, la visualizzazione in tempo reale dello stato della pratica.
Il portale verrà pubblicato sul sito della Regione (www.regione.sicilia.it/famiglia) non appena verrà conclusa la redazione dei contenuti, la cui ultimazione è prevista per la fine di giugno 2010.