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Lettera del Senatore Carlo Giovanardi agli enti autorizzati (13/05/2010)

Cari Presidenti,
ho letto, sui siti web di alcuni enti autorizzati, le affermazioni polemiche del direttore dell'Agenzia Regionale per le adozioni internazionali della Regione Piemonte, espresse nell'ambito del convegno del CIFA celebrativo dei 30 anni di attività, cui hanno fatto seguito le dichiarazioni di altri enti facenti parte di due coordinamenti, secondo le quali occorre "ripristinare il dialogo con la Commissione", a loro dire interrotto a causa della mancata convocazione dei due Tavoli di lavoro che "permettevano di garantire un confronto di tipo strategico tra Enti e CAI”.

    Sono rimasto sorpreso, perché l'argomento era già stato trattato nel corso dell'ultima assemblea generale del 5 febbraio 2010, con serenità e senza obiezioni. Mi inserisco pertanto nel dibattito, nella convinzione che il confronto aperto e senza posizioni predeterminate sia lo strumento più efficace per un dialogo e costruttivo.

    Nell'assumere la presidenza della Commissione per le adozioni internazionali (giugno 2008), sono stato informato dei programmi, delle attività e delle metodologie operative della Commissione e dei rapporti con gli enti autorizzati. Era una fase importante della vita della Commissione e del sistema delle adozioni nel suo complesso, segnata dalla recente entrata in vigore del nuovo regolamento e dalle conseguenti necessarie innovazioni rispetto al passato.

    Ho quindi appreso dell'esistenza dei tre coordinamenti (CEA, Oltre l'Adozione e TalEnti) e dell'impegno profuso dalla Commissione per favorirne la nascita e l'organizzazione, nell'intento di semplificare il collegamento con tutti gli enti, valorizzarne l'esperienza, intensificare la partecipazione.

    Ho potuto subito constatare la composizione dei coordinamenti e il fatto che la maggioranza degli enti non ne faceva parte. Mi sono posto immediatamente in posizione di ascolto di tutte le componenti coinvolte nel procedimento adottivo: le componenti istituzionali, gli enti, le coppie adottive. Ho incontrato i rappresentanti dei tre coordinamenti e molti rappresentanti degli enti non aderenti, tutti hanno presentato proposte diverse e meritevoli della massima attenzione.

    Ho ritenuto importante l'immediata convocazione di un'assemblea generale (15 luglio 2008) proprio per consentire l'apporto di tutti gli enti e posso affermare, con soddisfazione, che a quel confronto sono seguite decisioni della Commissione generalmente condivise e pienamente rispondenti al funzionamento del "'sistema delle adozioni".

    La Commissione ha successivamente operato intensificando la collaborazione con gli enti e garantendo la partecipazione di tutti. Nei successivi mesi del 2008 furono infatti realizzate otto riunioni di coordinamento in Italia, riguardanti Colombia, Gambia, Ucraina, Vietnam, Mongolia, Madagascar, Cambogia, Cina, Burkina Faso. le riunioni all'estero nel corso dì cinque missioni, compresa quella congiunta in Vietnam in concomitanza del Gruppo misto previsto dall'Accordo bilaterale.

    Con sempre maggiore intensità proseguiva nel 2009 la collaborazione con gli enti, con la partecipazione a quindici riunioni dì coordinamento riguardanti Nepal, Bolivia, Bulgaria, Guatemala, Polonia, Nepal. Ungheria, Burundi, Cambogia, Vietnam, ai due seminari italo-russi, a Roma e a Mosca, per l’implementazione dell'Accordo bilaterale, al Forum internazionale panafricano con tutti i Paesi dell'Africa Occidentale, alle missioni tecniche congiunte in India, Nepal e Cambogia. Nel 2010 ci siamo incontrati in occasione del Seminario formativo e di scambio di esperienze italo-brasiliano e delle sei riunioni dì coordinamento riguardanti Federazione russa, Bolivia, Nepal, Cambogia ed Ucraina.

    In tali riunioni, molte delle quali da me presiedute e alla presenza delle massime autorità dei Paesi di origine, sono stati affrontati problemi strategici, di ordine giuridico e procedimentale, di cooperazione umanitaria e i rappresentanti degli Enti hanno potuto far conoscere la loro attività e offrire il proprio apporto di idee e di esperienza.

    Sempre è stata presentata con orgoglio e convinzione la peculiarità del sistema operativo-decisionale italiano, che vede la Commissione e gli enti autorizzati lavorare quotidianamente fianco a fianco, suggellando tale condivisione con la partecipazione degli enti ad eventi abitualmente riservati al rango istituzionale.

    Per tornare al rapporto con i coordinamenti e soprattutto alla lamentata mancata convocazione, due volte all'anno, del "tavolo generale" e del "tavolo strategie internazionali", come ben sapete ciò è stato determinato dai seguenti fattori:

    - la ripetuta modifica e riduzione, nel 2008 e 2009, della composizione dei coordinamenti, che ha determinato un'ulteriore riduzione della loro rappresentatività. Infatti, 19 sono gli enti che si riconoscono nel coordinamento CEA e 11 fanno capo ad Oltre l'Adozione. Il coordinamento TalEnti è ormai troppo esiguo (6 enti) e non soddisfa i requisiti minimi di rappresentatività stabiliti dalla Commissione (numero di aderenti, numero di Paesi autorizzati ed operativi, numero di adozioni). Pertanto, sul totale di 69 enti autorizzati attualmente iscritti all'Albo, sono ben 39 quelli che non si riconoscono nei coordinamenti attivi;

    - la rivendicazione espressa nel 2008 dal coordinamento CEA, circa la composizione dei tavoli, non accettando più la partecipazione paritaria inizialmente applicata dalla Commissione proprio per consentire il massimo della partecipazione (tre rappresentanti per ciascun coordinamento, tre esponenti degli enti non aderenti, un rappresentante delle comunità religiose e il direttore dell'Agenzia Regionale del Piemonte, quale unico ente pubblico). Anche applicando i criteri di rappresentatività numerica e qualitativa, ne deriverebbe, comunque, una ricostituzione dei tavoli con due rappresentanti del CEA, uno di Oltre l'Adozione, tre esponenti dei "'non aderenti", un rappresentante delle comunità religiose e, sempre, il direttore dell'Agenzia Regionale del Piemonte: composizione che risulterebbe evidentemente inadeguata rispetto all'esigenza di confronto;

    - la mancata condivisione degli esiti degli incontri, doverosamente diffusi dalla Commissione a tutti gli enti con appositi resoconti, che raccoglievano reazioni non omogenee non solo, come prevedibile, tra gli enti non aderenti, ma anche ali'interno degli stessi coordinamenti.

    La Commissione ha, pertanto, ritenuto improduttivo mantenere una modalità operativa e dì confronto ristretta e del tutto non rappresentativa, dalla quale non possono scaturire decisioni riconosciute come vincolanti dalla generalità degli enti e che altri vivono come l'affermazione di un preteso primato intellettuale e morale di alcuni. La Commissione ha pertanto previsto di sostituire i suddetti tavoli ristretti, che avevano frequenza semestrale, con altrettante assemblee generali degli enti.

    Questa decisione fu illustrata nel corso dell'assemblea generale degli enti autorizzati tenutasi il 5 febbraio 2010, in occasione della quale fu altresì annunciata la volontà della Commissione di promuovere incontri - sempre plenari - di approfondimento su materie di rilevante interesse strategico.

    In tal modo il confronto sarà più ampio e di più alto livello qualitativo. Tutti gli enti potranno partecipare direttamente e contribuire con le loro idee allo sviluppo del sistema italiano.

    Questa decisione fu accolta senza alcuna obiezione ed anzi con soddisfazione della maggior parte degli enti presenti.

    La Commissione prevede pertanto di realizzare nel prossimo mese di ottobre 2010 una seconda assemblea generale del 2010, in cui saranno trattati temi specifici e concreti: come sempre la fissazione dell'ordine del giorno è aperta ad ogni costruttiva proposta.

    Cari Presidenti, mi sembra che la metodologia che abbiamo fin qui condiviso sia tuttora valida e proficua. La Commissione è comunque disponibile a valutare ogni ulteriore suggerimento per risolvere il problema della rappresentanza degli enti, ma la soluzione che ne potrà derivare dovrà essere condivisa da tutti.

    Al fine di assicurare il più ampio confronto, chiedo agli enti AIBI e CIFA di voler pubblicare sul proprio sito web anche queste mie considerazioni.

    Cordialmente
    
    Sen. Carlo Giovanardi

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