Vai direttamente ai contenuti della pagina

Prime riflessioni dello psicologo e del giudice sui rischi di incognite, debordanze di ruolo e conflitti nell’applicazione della L. 31 dicembre 1998 n. 476 sull’adozione internazionale

Autore:Galuppi, Giovanni e Grasso, Luciano

Editore:Giuffré editore

Luogo:Milano

Anno:2000

(in «Il diritto di famiglia e le persone», vol. XXIX (2000), n. 1, p. 291-310)

Lo psicologo (Giovanni Galuppi) analizza la nuova normativa in materia di adozione internazionale, non ancora applicata, valutandone gli effetti positivi, ma anche il possibile riscontro con i problemi reali dell’adozione. Innanzi tutto è da colmare il divario, tra il Sud e il resto dell’Italia, dove è concentrata ancora la presenza degli enti autorizzati. Anche i nuovi compiti affidati ai Servizi territoriali, ai quali si affida la preparazione degli aspiranti all’adozione internazionale, e i nuovi termini per il procedimento di idoneità, sono novità che dovranno scontrarsi con una realtà territoriale disomogenea. Infine, i compiti della Commissione centrale, che ad una prima impressione sembrano di natura burocratica, rischiano di essere preponderanti sugli aspetti di natura psicologica, antropologica e sociale propri dell’adozione. Il baricentro delle adozioni sembra spostarsi dal controllo giudiziario al potere amministrativo, in una prospettiva che rischia di divenire adultocentrica.
Il giudice (Luciano Grasso) esamina in maniera approfondita il nuovo iter procedurale, articolato in fasi sequenziali. L’abolizione del “fai da te”, le nuove funzioni degli enti autorizzati e la istituzione della Commissione come organo centralizzato di controllo, rispondono ad intenti teorici, quali l’attuazione della Convenzione de L’Aja. Ma sono presenti aspetti suscettibili di innescare controversie, come ad esempio la mancanza di una disciplina nel caso di tutela giudiziaria contro decisioni della Commissione, o il possesso da parte degli enti dei requisiti richiesti, o il rispetto dei termini di tempo fissati per la fase dell’idoneità. In realtà l’applicazione della legge dipenderà dalla capacità da parte dei diversi soggetti di lavorare in armonica e reciproca complementarità.

© Copyright 2011 Commissione per le Adozioni Internazionali - Tutti i diritti riservati - Credits