Comunicazioni per le famiglie adottive

Come già segnalato, in questi mesi di perdurante emergenza sanitaria la CAI sta lavorando molto assiduamente in stretto contatto con i principali attori coinvolti, tra cui le Autorità Centrali dei Paesi di origine, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), le Rappresentanze Diplomatiche e gli Enti Autorizzati, per cercare di assicurare la massima collaborazione a garanzia della continuità delle procedure di adozione internazionale, molto rallentate se non totalmente bloccate a causa del COVID-19.
Siamo tutti consapevoli che stiamo vivendo una crisi mondiale che non ha precedenti dal secondo dopoguerra. Per questa ragione l’impegno della CAI e la collaborazione di tutti quanti, famiglie comprese, è indispensabile per assicurare la realizzazione di una strategia comune che non vada in contrasto con gli sforzi che le autorità stanno facendo. Sono in corso da tempo attività interlocutorie delle autorità diplomatiche e del MAECI con i Paesi di origine che rappresentano al momento maggiori difficoltà e che si trovano ora nel picco della pandemia.
Per la situazione riguardante l’India, l’Ambasciata Italiana a New Delhi sta facendo tutto il possibile per garantire la possibilità di ottenere i visti per le famiglie adottive che hanno terminato la procedura di adozione, come emerso in occasione di un recente incontro della CAI con gli Enti, a cui hanno partecipato le autorità diplomatiche italiane.
La CAI sta organizzando ulteriori incontri con gli interlocutori competenti dei Paesi di origine in situazioni altrettanto critiche.
Per questo è fondamentale che le famiglie siano in costante contatto con gli Enti di riferimento che sono puntualmente informati dell’evolversi della situazione.
Pur comprendendo le ansie e le aspettative delle coppie in attesa di ricongiungersi con i figli adottivi, è inevitabile, anche alla luce dell’importante azione diplomatica in corso, dover attendere le decisioni dei Paesi di origine circa la possibilità di portare a termine le procedure in questa fase di pandemia, rassicurando che si stanno attivando tutti i canali possibili.
Continui solleciti o iniziative individuali potrebbero anche non essere colti nel loro significato dai paesi di origine la cui sovranità non può essere prevaricata o messa in discussione, potendo produrre al limite risposte non in linea con le aspettative.
La Convenzione de l’Aja del 1993 prevede infatti in ogni Stato che l’ha ratificata, la creazione di un’Autorità Centrale col compito anche di “agevolare, seguire ed attivare la procedura in vista dell'adozione”. Tali procedure sono stabilite dall'ordinamento interno di ogni Paese e su di esse i governi dei Paesi stranieri non possono influire.
Per questo motivo la CAI non può contestare o intervenire nelle decisioni che afferiscono all'esercizio della sovranità dei Paesi di origine, che tutti i Paesi di accoglienza sono tenuti a rispettare. La Commissione può segnalare eventuali criticità, proponendo soluzioni possibili, come appunto sta già facendo.
Ci auguriamo tutti di arrivare al più presto quanto meno a una ripresa della concessione di visti di ingresso per le coppie adottive e dei collegamenti internazionali che consentano loro di viaggiare possibilmente in condizioni di ragionevole sicurezza.

02-09-2020