Per adottare

Abbiamo pensato di adottare un bambino, da dove cominciamo?

Per prepararsi a questa scelta, si può partecipare ad incontri informativi organizzati dagli Enti Autorizzati dalla Commissione Adozioni Internazionali, dalle Associazioni di famiglie adottive e dai servizi socio-sanitari del comune di residenza. Alcune Regioni, inoltre, mettono a disposizione delle equipe specializzate.

Adottare è una decisione importante.  Non esiste un diritto dell’adulto all’adozione ma esiste quello di un minore ad avere una famiglia.  Il primo atto con cui si apre il percorso adottivo è quello in cui la coppia dichiara al Tribunale per i Minorenni la propria disponibilità ad adottare

Stiamo facendo il percorso con il Tribunale e i servizi socio-sanitari territoriali, ma vorremmo capire meglio cosa sia l'adozione internazionale

L’adozione internazionale è regolata dalla Convenzione  dell'Aja che  prevede un sistema di cooperazione tra Autorità Centrali dei vari paesi contraenti.  In Italia, questo ruolo è svolto dalla  Commissione per le Adozioni Internazionali.   La Convenzione stabilisce che il bambino abbia il diritto a crescere nella sua famiglia e nel suo paese ma se questo non è possibile, viene presa in considerazione  l'adozione internazionale che deve essere sempre e solo nell'interesse superiore del bambino.

Cos'è un ENTE autorizzato?

In Italia, la coppia che desidera adottare un bambino straniero deve rivolgersi agli enti autorizzati dalla Commissione per le Adozioni Internazionali, che hanno il compito di guidare i futuri genitori nel percorso adottivo e di dare informazioni sulle procedure, tempi e costi dell’adozione. L’albo degli Enti Autorizzati è pubblicato sul sito della Commissione.  Salvo alcuni casi particolari, gli enti per svolgere il loro compito, sono accreditati nei paese di origine dei bambini. In ogni paese operano solo determinati enti.  

Per maggiori informazioni:

Nella sezione PAESI del sito web della CAI si trovano le informazioni sui paesi di origine dei bambini e gli Enti che vi operano.

Quanto tempo devo aspettare per diventare genitore?

I tempi della procedura non possono essere previsti perché dipendono dal paese di origine del bambino e possono riguardare sia i tempi necessari all’abbinamento tra aspirati genitori e bambini sia il provvedimento di adozione e non da ultimo può influire anche la situazione del paese.

Per maggiori informazioni:

Cosa è necessario sapere delle origini del bambino?

È importante conoscere i luoghi in cui il bambino ha vissuto e il suo background familiare. Il passaggio dal paese di origine alla nuova famiglia è un enorme cambiamento che va affrontato con attenzione e gradualità.  

Siamo appena tornati, che cosa dobbiamo fare?

Qualche formalità  è necessaria come ad esempio richiedere al tribunale per i minorenni la trascrizione del provvedimento di adozione straniero secondo le modalità previste da ciascun tribunale dei minori;  richiedere il CODICE FISCALE DEL MINORE e la TESSERA SANITARIA e successivamente registrare il bambino all’Ufficio Anagrafe del Comune di residenza.

Come affrontare L'INSERIMENTO A SCUOLA?

L’inserimento scolastico è un momento delicato nella vita di ogni bambino. Il Ministero dell’Istruzione ha redatto le Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati. E’ utile leggerle e informarsi se la scuola prescelta abbia un INSEGNANTE REFERENTE PER L’ADOZIONE.

Una volta che il bambino è stato adottato dobbiamo fare altro?

Molti paesi stranieri, per verificare l’andamento dell’adozione, richiedono relazioni periodiche sulle condizioni di vita del  bambino e sul suo inserimento familiare e sociale. Gli Enti Autorizzati, i servizi sociali e le associazioni familiari supportano i genitori sia nella redazione di queste relazioni post-adottive che per ogni altra evenienza.

Il bambino ha tanti ricordi, ora che cresce come ci si pone rispetto alle DOMANDE sulla famiglia di origine?

I bambini adottati hanno bisogno di costruire la propria IDENTITÀ tenendo sempre conto del loro passato.  Rispettare le origini del bambino e le sue radici, significa aiutarlo stabilire una relazione positiva con il  suo passato, il suo presente e il suo futuro.

L’accesso alle proprie origini è  diritto tutelato dalla legge.


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