D5. Che cosa si intende per "abbinamento"? Chi lo decide?

L’abbinamento è quella fase della procedura in cui l’autorità competente del Paese d’origine individua, tra le domande depositate da parte delle coppie aspiranti all'adozione, quella dei coniugi più rispondenti alle caratteristiche e alle specifiche necessità dei bambini in attesa di adozione. Nell'esaminare i fascicoli delle coppie in attesa, l’autorità competente del Paese d’origine tiene conto dell’ordine cronologico con cui i fascicoli sono stati depositati. 
Tuttavia, poiché la funzione essenziale dell’abbinamento è trovare la famiglia giusta per ciascun bambino, le caratteristiche e i bisogni del bambino (l’età, lo stato di salute, la presenza di fratelli, le sue specifiche esperienze di vita, quali per esempio traumi e violenze subiti) possono rendere necessaria la deroga dall'ordine cronologico. 
L’iniziale abbinamento degli aspiranti genitori adottivi con uno specifico bambino viene dunque deciso dall'autorità competente del Paese d’origine del bambino. A questo punto, la proposta di abbinamento viene inviata, insieme al fascicolo del bambino (o ad una scheda più o meno dettagliata, a seconda del Paese d’origine) all'ente che segue la coppia. 
L’ente provvede ad informare la coppia della proposta di abbinamento e a comunicarle tutte le notizie ricevute sul bambino. 
Sulla base di tali informazioni, valutate insieme all'ente, nonché di eventuali approfondimenti (nel caso in cui lo Stato d’origine li consenta), la coppia decide se accettare o rifiutare la proposta di abbinamento. 
L’accettazione della proposta di abbinamento da parte degli aspiranti genitori adottivi segna la fine della fase dell’abbinamento e apre la successiva fase dell’incontro con il bambino nel suo Paese di origine.
La procedura di abbinamento descritta corrisponde al modello previsto dalla Convenzione de L’Aja del 1993 ed è applicata in quasi tutti i Paesi d’origine che hanno ratificato la Convenzione, ma anche in Paesi d’origine che – pur non avendola ratificata – ad essa si sono ispirati. 
In altri Paesi d’origine (ad esempio l’Ucraina) vige un sistema diverso, secondo il quale gli aspiranti all'adozione ricevono la proposta di abbinamento direttamente in occasione del loro primo viaggio nel Paese d’origine.
Nel caso in cui la coppia abbia dato disponibilità ad adottare un bambino “special needs”, ovvero inserito dal Paese d’origine in una lista di bambini che per vari motivi (per esempio stato di salute, età, numero di fratelli, mantenimento dei rapporti con i fratelli più grandi che non vanno in adozione e rimangono nel Paese d’origine) la procedura presenta alcune differenze. Periodicamente gli Enti autorizzati ricevono dai Paesi esteri le liste dei bambini “special needs” con una sommaria descrizione della motivazione che sta alla base dell’inserimento in tale lista dei bambini stessi. Gli Enti autorizzati, ricevuta la manifestazione di disponibilità, da parte delle coppie, ad adottare un bambino “special needs”, hanno la facoltà di proporre una candidatura, cioè gli Enti si rivolgono al Paese estero e candidano per quel determinato bambino la coppia che, a seguito di un eventuale specifico colloquio volto a sondare l’effettiva volontà della coppia a candidarsi per quello specifico bambino, abbia manifestato la volontà di adottare un bambino con quelle determinate caratteristiche. Una volta ricevuta la candidatura, il Paese Estero valuterà se inviare all'Ente la proposta ufficiale di abbinamento di quel bambino a quella coppia.


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