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Italia–Cambogia: si apre una nuova fase della cooperazione tra le due Autorità Centrali

La missione istituzionale dell’Autorità Centrale del Regno di Cambogia in Italia, ospite della Commissione per le Adozioni Internazionali, iniziata lo scorso mercoledì 18 febbraio, ha rappresentato un passaggio determinante per creare le condizioni di una ripresa strutturata delle adozioni internazionali, nel pieno rispetto della Convenzione de L’Aja.

Un articolato programma di incontri istituzionali e giornate di formazione tra Roma (18-21 febbraio), Milano (22-23 febbraio), Torino (23-24 febbraio) e Firenze (25-26 febbraio) che ha visto il coinvolgimento attivo, oltre della Commissione e dei componenti dell’Ufficio III Segreteria Tecnica, anche del Tribunale per i Minorenni di Milano, dei rappresentanti della Regione Piemonte e dell’Ente autorizzato SRAI, degli Enti autorizzati AIBI, Ariete, CIAI, CIFA, Lo Scoiattolo, NAAA, S. Egidio e AIPA e dell’Istituto degli Innocenti di Firenze.

La missione ha superato la dimensione del mero confronto tecnico-giuridico, trovando la sua piena espressione nella dimensione umana e nel coinvolgimento scaturito dall'incontro con i genitori adottivi e con i ragazzi adottati in Cambogia.

Particolarmente toccanti sono state le testimonianze raccolte nel corso degli incontri. Il 23 febbraio, a Milano, tenutosi presso la sede dell’Ente CIAI, organizzato in sinergia con l’Ente AIBI, la testimonianza di due giovani italiani adottati in Cambogia hanno offerto alla delegazione una prova tangibile del successo dei percorsi di accoglienza. Il giorno successivo, il 24 febbraio, a Torino, l’incontro con le famiglie, tenutosi nella sede dell’Ente CIFA, ha consentito ai rappresentanti cambogiani di conoscere da vicino la realtà dei genitori adottivi italiani. Le emozioni suscitate da questi racconti di vita hanno conferito una profondità umana al protocollo istituzionale, trasformando le procedure in volti e storie di speranza.

Il modello italiano al centro del confronto

Nel corso dell’incontro bilaterale tenutosi il 19 febbraio presso la Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Vice Presidente della Commissione Vincenzo Starita, dopo aver presentato la delegazione italiana, ha illustrato il modello italiano, basato su una responsabilità condivisa e controlli multilivello. Ha dato la parola al Segretario di Stato, S.E. Mr. Men Socheth, Capo delegazione del Regno di Cambogia, che ha ringraziato per l’accoglienza e ha presentato i rappresentanti dell’ICAA. Da entrambe le parti è stato posto l’accento sulla necessità di riavviare le relazioni basandosi sul dialogo e confronto continui, a partire dalla formazione, dal rinnovo degli accreditamenti degli Enti e dal numero di fascicoli di aspiranti genitori adottivi che gli Enti possono depositare per l’opportuna valutazione. La costruzione di un quadro condiviso di regole, procedure e garanzie rappresenta una condizione essenziale per assicurare percorsi adottivi sicuri, trasparenti e rispettosi del superiore interesse del minore.

Questo momento – ha sottolineato il Vice Presidente Starita – è storico, perché apre la strada alla ripresa delle adozioni internazionali nel Regno di Cambogia, dopo anni di sospensione, riconoscendo all’Italia un ruolo di interlocutore d’eccellenza nella tutela dei minori. L’adozione internazionale rappresenta l’ultima misura di tutela per i bambini privi di alternative familiari nel proprio Paese d’origine, richiamando l’attenzione sulla situazione dei minori che vivono negli istituti cambogiani. Il seminario inaugurato oggi, caratterizzato da un approccio operativo, intende favorire uno scambio diretto di esperienze e buone pratiche tra i due Paesi. L’Italia – ha proseguito Starita – accoglie con particolare soddisfazione la decisione della Cambogia di avviare il percorso di riapertura delle adozioni internazionali in collaborazione con il nostro Paese, riconoscendone l’impegno e la credibilità nel garantire la tutela dei minori”.

L’incontro è proseguito con la presentazione degli Enti autorizzati. Nel pomeriggio del 19 febbraio si è svolta la prima sessione formativa dedicata alla presentazione del sistema italiano delle adozioni internazionali, alla comparazione della normativa italiana e cambogiana e al ruolo dei Servizi Sociali nella fase di valutazione delle famiglie che presentano la dichiarazione di disponibilità al Tribunale per i Minorenni.

L’indomani, venerdì 20 febbraio, il focus della formazione ha riguardato i requisiti chiave per l’abbinamento tra il minore e gli aspiranti genitori adottivi, con la presentazione di casi pratici, la preparazione del bambino all’incontro con le famiglie e la fase del post adozione. La delegazione cambogiana ha mostrato interesse per il ruolo degli Enti autorizzati e per i meccanismi di controllo multilivello che garantiscono la massima trasparenza. Hanno posto domande e quesiti specifici per comprendere a fondo le dinamiche operative italiane. Questo scambio è stato definito come il momento iniziale di un percorso strutturato. Le parti hanno concordato che la collaborazione proseguirà attraverso incontri a distanza e tavoli tecnici di approfondimento, necessari per definire con precisione i passi successivi. L'avvio della missione è stato caratterizzato dalla preziosa sinergia con gli Enti autorizzati Ariete e Lo Scoiattolo, il cui supporto si è rivelato particolarmente proficuo.

Un percorso formativo articolato sul territorio

La missione è proseguita nelle città di Milano, Torino e Firenze, 22 - 25 febbraio, attraverso seminari di formazione e incontri tecnici: dalle udienze simulate per la valutazione degli aspiranti genitori adottivi presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, al focus sulla ricerca delle origini, sul ruolo dei servizi specialistici, sul sostegno nel post-adozione, sui servizi e percorsi rivolti ai minori con bisogni speciali. A Torino, l’accoglienza dell’Ente SRAI Regione Piemonte è stata fondamentale per lo sviluppo e l’approfondimento degli argomenti affrontati. Il coinvolgimento delle istituzioni giudiziarie, delle Regioni e degli Enti autorizzati testimonia la volontà di offrire alla delegazione cambogiana una visione completa e trasparente del modello italiano, fondato su responsabilità condivisa e controlli multilivello.

Per le famiglie italiane interessate all’adozione internazionale questa missione ha costituito un segnale concreto di impegno istituzionale: il rafforzamento delle relazioni con le Autorità Centrali estere è il presupposto indispensabile per garantire conoscenza e coerenza della normativa alla Convenzione de L’Aja, trasparenza e affidabilità delle procedure e tutela dei minori coinvolti.

La Commissione conferma così la propria azione strategica volta a consolidare la cooperazione internazionale e a creare le condizioni per percorsi adottivi fondati su trasparenza e collaborazione tra Stati.

Incontri Internazionali

02/03/2026

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