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Repubblica Democratica del Congo

La Repubblica Democratica del Congo non ha ratificato la Convenzione de L’Aja

Referenti per l’adozione internazionale
Autorità competente *
Struttura interministeriale per il monitoraggio dell’adozione internazionale, coordinata dal Ministero per le questioni di genere e la famiglia
* in corso l’istituzione dell’Autorità Centrale

Ambasciata della Repubblica Democratica del Congo in Italia
Via Barberini, 3 - 00187 Roma
tel. +39 06 42010779
fax +39 06 42010779
e-mail ambacorome@libero.it


Ambasciata d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo
Ricerca Enti Autorizzati in Repubblica Democratica del Congo

 

 

Compiti e funzioni dell’Autorità competente
Le responsabilità del monitoraggio delle procedure di adozione sono condivise da cinque ministeri del governo congolese:

  • Ministero per le questioni di genere e la famiglia: incaricato della protezione dei minori e coordina l’elaborazione delle politiche in materia di adozione; presiede le commissioni che esaminano le domande di adozione internazionale e, dopo l’emissione del decreto di adozione (Acte d’Adoption) da parte del Tribunale per i minori congolese (Tribunal pour enfants), le approva;

  • Ministero della Giustizia: competente nella fase della procedura che si svolge davanti al Tribunale per i minori;

  • Ministero degli Affari Sociali, Divisione degli Affari Urbani: incaricato della protezione dei minori vulnerabili e della loro assegnazione alle cure dello Stato; dichiara i minori abbandonati, secondo una procedura congiunta con le comunità locali; sovrintende le comunità e gli assistenti sociali in tutto il Paese; è responsabile della tenuta dei registri di stato civile;

  • Ministero degli Affari Esteri: valuta il diritto del minore all’emissione del passaporto del minore e, se del caso, vi provvede;

  • Ministero dell’Interno e della Sicurezza, Direzione Generale della Migrazione: è responsabile della prevenzione del traffico di minori; rilascia i permessi di uscita ai minori adottati dopo l’approvazione dell’adozione da parte del Ministero per le questioni di genere e la famiglia.

 

Procedura adottiva
Per maggiori informazioni sulla procedura prevista dalla normativa italiana: e-tutorial sull'adozione internazionale CAI

 

Requisiti delle coppie adottanti

Si tratta dei requisiti previsti dalla normativa locale che sono validi per le coppie adottive italiane solo qualora non contrastino con i requisiti previsti dalla normativa italiana.

  • coppie sposate da almeno cinque anni (art. 654 del Codice):

    • in grado di fornire un ambiente di vita adeguato per il minore, così come attestato dalle competenti autorità dello Stato di appartenenza (art. 653, comma 3 del Codice);
    • non aventi precedenti penali e in possesso di una morale pubblica irreprensibile, così come attestato dalle competenti autorità dello Stato di appartenenza (art. 653, comma 3 del Codice);
    • aventi non più di tre figli (questo requisito può essere derogato con decreto interministeriale dei Ministri degli Affari esteri, dell’Interno, della Giustizia, della Famiglia e del minore e degli Affari sociali) (art. 656, comma 1 del Codice);
    • non sono previsti limiti di età per i coniugi (art. 655 del Codice) ma la differenza di età tra gli adottanti e il minore deve esser di almeno quindici anni (art. 668 del Codice).

La legge congolese specifica altresì che non è possibile adottare in caso di

  • decadenza della responsabilità genitoriale (art. 653, comma 1 del Codice);

  • coppie omosessuali o transessuali (art. 20 della Legge n.09/001);

  • adulti con problemi connessi alla pedofilia (art. 20 della Legge n.09/001);

  • presenza di disturbi mentali (art.20 della Legge n.09/001).

 

Requisiti dei minori adottandi

  • minori per i quali non è possibile assicurare la cura all’interno della propria famiglia o comunità e la continuità della sua educazione nel suo ambiente socio-culturale naturale (art. 653, comma 1 del Codice);

  • minori per i quali non è stata possibile l’adozione nazionale e per i quali si ritiene che l’adozione internazionale sia nel loro superiore interesse (art. 18 della Legge n.09/001, così come modificata dalla Legge del 2016, e art. 651, comma 1 del Codice);

  • minori per i quali le autorità locali abbiano accertato che: a) il consenso all’adozione non sia stato ottenuto dietro pagamento o scambio di alcun tipo e non sia stato ritirato; b) la sua volontà e le sue opinioni siano prese in considerazione in base alla sua età e livello di maturità; c) il suo consenso all’adozione, se richiesto, sia prestato liberamente, nelle forme legali richieste, e che tale consenso sia dato o confermato per iscritto (art. 651, comma 2 del Codice);

  • minori per i quali, precedentemente all’adozione, sia stata svolta un’indagine sociale (art. 651, comma 3 del Codice);

  • minori per i quali sia stato accertato dalle autorità competenti del Paese di accoglienza che: la coppia è qualificata e in grado di adottare; l’ambiente familiare è adatto; il consenso all’adozione non è stato ottenuto dietro corrispettivo (art. 19 della Legge n. 09/001, così come modificata dalla Legge del 2016);

  • minori i cui genitori abbiano fornito il loro consenso; se uno di loro è morto, non è in grado di manifestare la sua volontà, è irrintracciabile o se è stato dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale, il consenso è dato dall’altro genitore e da un membro della famiglia del genitore mancante designato dal Tribunale per i minori, su proposta del “consiglio di famiglia”; qualora, invece, sia noto solo uno dei genitori del minore, è sufficiente il consenso di quest’ultimo (art.662 del Codice);

  • minori orfani o i cui genitori siano ignoti, per i quali il consenso all’adozione è dato dal tutore, il quale deve prima ottenere il responso del “consiglio di famiglia”; tuttavia, in caso di rifiuto, la coppia può chiedere al Tribunale per i minori di ignorare l’opinione del tutore, dopo che questi è stato sentito per spiegare il motivo del suo rifiuto (art.664 del Codice);

  • minori sotto la custodia dello Stato, per i quali il consenso è dato dal Consiglio di tutela, sentito il tutore delegato (art.664 del Codice).

La legge congolese specifica altresì che:

  • i minori separati o non accompagnati, in periodi di conflitto o post-conflitto, o in qualsiasi situazione di emergenza, non possono essere oggetto di adozione se non hanno trascorso almeno un anno presso un’istituzione specializzata statale; la loro adozione è possibile solo previo parere del Ministro della giustizia, deliberato in Consiglio dei ministri. In tali casi, un verbale di indagine deve dare conto: degli sforzi compiuti per trovare i genitori del minore e della loro infruttuosità; del percorso compiuto dal minore, da quando è stato accolto nella struttura ricettiva; dell’assenza di qualsiasi relazione di parentela o legame del minore con la comunità; dell’assenza di qualsiasi offerta di sistemazione alternativa presso famiglie congolesi (art. 651 bis del Codice e art. 18 quinquies della Legge n.09/001, così come modificata dalla Legge del 2016);

  • l’adozione di un minore congolese può essere autorizzata solo verso i Paesi con i quali la Repubblica Democratica del Congo è vincolata da una Convenzione internazionale sull’adozione al momento della decisione giudiziaria (art. 653 bis del Codice e art.19 bis della Legge n.09/001, così come modificata dalla Legge del 2016);

  • non possono essere adottati più di tre minori (art. 656, comma 3 del Codice);

  • l’adozione è permessa qualunque sia l’età del minore adottando (art. 660 del Codice);

  • il minore che ha compiuto quindici anni deve fornire personalmente il proprio consenso all’adozione, mentre il minore che ha compiuto dieci anni deve essere ascoltato perché sia raccolta la sua opinione, a meno che, a causa delle circostanze, la sua audizione non sia opportuna; in ogni caso, se il minore non è in grado di manifestare la sua volontà, non deve fornire il suo consenso né essere ascoltato (art. 661 del Codice).


Passaggi della procedura (*)

  • la coppia conferisce l’incarico di avviare la procedura di adozione internazionale a un ente autorizzato, il quale trasmette il fascicolo all’Autorità interministeriale della Repubblica Democratica del Congo;

  • la coppia, se è ritenuta idonea, riceve la proposta di abbinamento con un minore;

  • se la coppia accetta l’abbinamento, la procedura prosegue davanti al Tribunale per i minori

  • il Tribunale per i minori decide su tutte le adozioni dei minori congolesi (art. 18 bis della Legge n. 09/001 così come modificata dalla Legge del 2016), su richiesta del Pubblico Ministero, in udienza pubblica, in presenza della coppia, dei genitori biologici o di chi ha la responsabilità o la tutela e del minore (art. 18 ter della Legge n.09/001 così come modificata dalla Legge del 2016);

  • il Giudice verifica il consenso della coppia e del minore (art. 671 del Codice); coloro che hanno fornito il consenso all’adozione devono essere informati della data dell’udienza, affinché si presentino (art. 670 del Codice); quando ciò non è possibile, è sufficiente che il loro consenso all’adozione risulti da un atto autentico, redatto da un ufficiale di stato civile congolese, da un avvocato o da un agente diplomatico o consolare; il consenso così espresso può essere revocato nella stessa forma fino all’archiviazione della domanda di adozione (art. 671 del Codice);

  • è richiesta la presentazione in udienza dei certificati di nascita della coppia e del minore in allegato alla domanda di adozione (art. 670, comma 2 del Codice);

  • Il Tribunale per i minori controlla che tutte le parti abbiano fornito il consenso all’adozione o che le prove dei loro consensi siano state presentate e, sulla base delle relazioni o di qualsiasi altro documento del fascicolo, accerta: la difficoltà per la famiglia di origine o per la comunità locale di mantenere il minore; la difficoltà di fornire al minore un’assistenza sociale alternativa nel suo Paese; l’esistenza del legame matrimoniale della coppia eterosessuale e la loro effettiva convivenza; l’irrilevanza della precarietà o della povertà dei genitori o della famiglia di origine come unica motivazione per l’adozione; la natura eccezionale della misura dell’adozione, che deve corrispondere al superiore interesse del minore; (art. 671 del Codice e art. 18 quater della Legge n.09/001, così come modificata dalla Legge del 2016);

  • sono previsti due viaggi della coppia: il primo nel momento della sentenza e il secondo alla fine dell'iter adottivo;

  • la procedura si svolge in camera di consiglio e il Tribunale per i minori, se lo ritiene opportuno, può chiedere ulteriori informazioni alle parti e, dopo aver verificato che tutte le condizioni della legge sono soddisfatte, pronuncia la sentenza di adozione in udienza pubblica; il dispositivo della sentenza indica il cognome precedente e quello nuovo del minore e contiene i particolari da trascrivere nei registri civili (art. 672 del Codice);

  • la sentenza di adozione può essere impugnata in appello e in cassazione da parte della coppia, del minore, da coloro il cui consenso è necessario e dal Pubblico Ministero (art. 674 del Codice);

  • la sentenza di rigetto dell’adozione non impedisce che le parti presentino una nuova analoga domanda, basata su fatti emersi o scoperti dopo la decisione di rigetto; se del caso, devono essere presentati in giudizio nuovi atti che attestino la sussistenza dei consensi all’adozione (art. 674 del Codice);

  • entro un mese dalla data in cui la sentenza non è più impugnabile, il Pubblico Ministero del Tribunale per i minori che ha pronunciato l’adozione o il cancelliere deve ordinare all’Ufficio di stato civile del luogo in cui risiede il minore che trascriva il dispositivo della sentenza sui propri registri e annoti l’adozione a margine del certificato di nascita del minore (art. 675 del Codice);

  • il minore è considerato a tutti gli effetti figlio degli adottanti, ma mantiene i legami con la sua famiglia di origine (artt. 677 e 678 del Codice);

  • una volta ottenuti tutti i documenti necessari, il minore può lasciare la Repubblica Democratica del Congo con la coppia.

(*) In assenza di norme specifiche reperite le informazioni relative alla prassi sono state fornite dagli enti autorizzati operativi in Repubblica Democratica del Congo.


Post-adozione

A tutt’oggi, non essendo stato disciplinato, il post-adozione è rimesso alla gestione degli EEAA.

 

Normativa di riferimento

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